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| Storia di Pietrasanta
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| Le origini di
Pietrasanta possono essere fatte risalire alla metà del XIII secolo
quando il podestà di Lucca, Guiscardo da Pietrasanta, vi concentrò
i soldati della soprastante Rocca di Sala e del vicino borgo di Brancagliano,
dopo che ebbero distrutto i castelli di Corvaia e Vallecchia. Già
da allora la città fu caratterizzata da uno schema ortogonale che
rappresenta, in Toscana, il primo esempio d'urbanistica programmata. L'ubicazione
fu certamente influenzata dalla vicinanza dell'approdo marittimo di Motrone
che assunse una certa rilevanza nel XI secolo.Subito dopo la sua fondazione
passò in mano ai pisani che ne tennero il controllo fino al 1267
e ne tornarono padroni dal 1312 al 1314. |
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| Il periodo di maggiore
sviluppo fu sotto il governo di Castruccio Castracani, il quale, nel 1324,
fece costruire la "Rocchetta". Nello stesso periodo si edificò
anche la "Rocca Ghibellina, ristrutturando la già esistente "Rocca
di Sala". Sorsero inoltre il Duomo e il convento di S. Agostino, nonché
il Palazzo Pretrorio. Dopo la morte di Castruccio Castracani la città
su assegnata in Ducato alla vedova ma in seguito, fu data in pegno a Genova
insieme allo scalo marittimo di Motrone e a 150000 ducati d'oro. Verso
la metà del 1300 fu distrutta in buona parte da un incendio ma
fu prontamente ricostruita grazie a validi aiuti dei fiorentini che, in
quel periodo, ne detenevano il controllo.
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Passata nuovamente sotto il
dominio di Lucca nel 1400, alla comunità di Pietrasanta furono donate
alcune terre confiscate ai signori di Corvaia e Vallecchia. A causa di alterne
vicende, la città passò in mano a Genova che ne assunse il
controllo per più di mezzo secolo quando nel 1484 fu occupata dai
fiorentini. Dieci anni dopo, Piero dei Medici, figlio di Lorenzo, consegnò
questa terra al Re di Francia Carlo VIII. Il duca d'Antragos, governatore
del Re di Francia, ne restituì il controllo ai lucchesi in cambio
di 29000 ducati d'oro. 
In questo periodo la città conobbe vari padroni fino a che il Papa
leone X, arbitro della disputa tra Lucca e Firenze, assegnò Il territorio
di Pietrasanta a quest'ultima. Gli anni a venire, rappresentarono un periodo
di prosperità, grazie anche all'apertura delle cave di marmo ad opera
di Michelangelo Buonarroti, all'apertura di alcune miniere di ferro e alla
bonifica della campagna da attribuirsi all'impegno di Cosimo I dei Medici.
Nella seconda metà del 1700, con l'avvento dei Lorena al trono di
Toscana, la città cambiò la sua denominazione di Capitanato,
in quella di Vicariato Regio. Pietro Leopoldo ne promosse l'ulteriore espansione
economica, dando un nuovo assetto al territorio, operando nuove bonifiche
e migliorando il già esistente acquedotto. Incentivò inoltre,
la costruzione di alberghi e case rurali, e concesse agevolazioni fiscali
e doganali. La ripresa economica e culturale di Pietrasanta, conobbe una
battuta d'arresto quando nel 1799, la Versilia fu invasa dai francesi e,
in seguito alla pace di Lunéville fu annessa all'Impero Francese
in quanto territorio facente parte del Regno d'Etruria.Dopo la caduta dell'Impero
Napoleonico e il ripristino degli antichi ordinamenti, lo sviluppo riprese
e la città divenne importante centro economico e culturale legato
soprattutto all'estrazione dei marmi delle Apuane. Sulla piazza del Duomo
arricchito da nuove opere di pregevole fattura, sorse la statua al granduca
Leopoldo II che aveva dichiarato Pietrasanta Città Nobile. Nel 1842
fu aperta la scuola per la lavorazione artistica del marmo (tutt'oggi attiva)
e in pochi anni fiorirono una miriade di laboratori. La città perse
in seguito la denominazione di Vicariato Regio a favore di quello di Mandamento
di Pretura . Con l'Unità d'Italia questo ordinamento rimase invariato. |
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Inserito
il: 02/06/2004 |
Modificato il 02/06/2004 |
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