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Montalcino

La città di Montalcino è posta su un colle a 564m sul livello del mare, anche se la massima altitudine di 661m viene raggiunta nella sovrastante collina di Poggio Civitella, importante sito archeologico-etrusco del territorio montalcinese.
Il Comune di Montalcino, che con una estensione di 243 Kmq. è fra i più vasti dell’intera Italia centrale, fa parte ormai da alcuni anni, insieme a San Quirico d’Orcia, Pienza, Castiglione d’Orcia e Radicofani del Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia. Il comprensorio comunale è coperto, a occidente, da macchia mediterranea e da boschi in cui prevalgono i lecci, da questo albero deriva molto probabilmente il nome della cittadina: Mons-Ilcinus, dal latino Ilex - leccio.
 
La campagna circostante è invece interessata dalla coltivazione della vite da cui si ricavano vini di alto pregio, quali il giovane Rosso di Montalcino D.O.C., il rinomato Moscatello D.O.C. e il Sant’Antimo D.O.C.. Ma tra le produzioni dei vini, nell’ultimo ventennio, un posto d’onore spetta al famoso Brunello che per i suoi indiscussi pregi ha acquisito la meritata denominazione D.O.C.G.. Di grande valenza anche la produzione dell’olio extravergine d’oliva e soprattutto del miele. L’allevamento delle api infatti è entrato, di recente, a far parte delle attività economiche del luogo, tanto che la “Settimana de Miele” di Montalcino (appuntamento annuale all’inizio di settembre organizzato dall’ASGA) è divenuto un momento di incontro e scambio rilevante per l’intero panorama nazionale ed internazionale di settore. Nell’814 il territorio montalcinese venne donato da Ludovico il Pio all’Abbazia di Sant’Antimo. Questa chiesa abbaziale, che sorge a 9 Km. dal centro abitato in direzione Castelnuovo dell’Abate, è una tra le più belle chiese romaniche dell’Italia. Secondo una leggenda la chiesa sorge su una antica cappella votiva fatta erigere da Carlo Magno nel 781, la grande e maestosa Abbazia viene invece eretta tra il 1000 e il 1118 ed è uno straordinario esempio di architettura romanica lombardo-francese.
 
L’interno si presenta a tre navate, le laterali con volte a crociera sono sormontate da tribune e divise da colonne monolitiche con eleganti e fantasiosi capitelli ad intrecci geometrici, floreali e figure di animali: tipico quello raffigurante Daniele nella fossa dei leoni. L’abside ad ambulacro con cappelle radiali costituisce, insieme ai materiali di costruzione (onice ed alabastro), la parte più caratteristica del tempio. All’interno si conservano un crocefisso ligneo del XII sec e una scultura in legno policromo del XIII sec. raffigurante la Madonna col Bambino.
Montalcino viene anche ricordata per la Sagra del Tordo (ultima domenica di Ottobre). Una importante rievocazione storica dell’antico Stato montalcinese, caratterizzata dalla presenza dei quattro Quartieri della città: Borghetto, Pianello, Ruga e Travaglio, che in quel giorno dopo un lungo corteo, con costumi d’epoca, lungo le vie cittadine accompagnato dai danzatori del “Trescone”, antico ballo popolare, si sfidano in una gara di tiro con l’arco che rievoca le cacciate al cinghiale del periodo tardo-gotico

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