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Massarosa

 

Itinerario 5


Percorso trekking - Sentiero delle Sughere:
Massaciuccoli - Aquilata


Arrivati a Massaciuccoli, graziosa località incastonata
tra il verde di dolci colline ricoperte di oliveti e
l’omonimo lago, iniziamo un interessante percorso in
cui si fondono natura rigogliosa, cultura antica e
panorami mozzafiato. L’escursione prende il via dal
porticciolo, vicino al Centro Visite e alla Foresteria
della Lega Italiana Protezione Uccelli. Si ritiene che
in epoca romana quest’area fosse occupata da un
insediamento rurale (pagus) con il suo porto da cui
transitava un notevole traffico di merci. Da non
perdere, una breve passeggiata attraverso i
camminamenti lungo il canneto adiacente al casale
LIPU, che conducono ad alcuni capanni di osservazione,
dai quali si può ammirare la ricca avifauna del lago.
Seguendo la Via Pietra a Padule si incontra l’area
archeologica “Massaciuccoli Romana” che consta
dei resti di una villa dotata di impianti termali e di
un padiglione espositivo dedicato al professor
Guglielmo Lera, che ospita uno splendido mosaico a
tessere lapidee (370x434 cm.). Sul lato monte della
strada inizia il sentiero che si snoda lungo l’oliveto
e conduce alle Terme: su una terrazza ricavata sulle
estreme pendici della collina sotto il Monte Aquilata
si scorgono i resti di una tipica Villa d’otium dell’epoca
di Traiano (I - II sec. d.C.) appartenuta alla prestigiosa
famiglia dei Venulei, proprietari terrieri e di fabbriche
di ceramica in territorio pisano. Proseguendo la nostra
passeggiata si possono ammirare le sfumature corallo
di una delle più suggestive ville storiche di Massarosa,
la Villa Minutoli Tergimi, costruita su un’antica torre
di guardia. Continuando il nostro itinerario, ci
addentriamo in un percorso ritenuto da molti parte
della Via Francigena: vediamo il paesaggio mutare
repentinamente trasformandosi in una fitta
vegetazione di macchia mediterranea e il percorso
presenta tratti di maggiore pendenza. In località
Monte Aquilata sono ancora visibili le rovine di un
castello sorto sui resti di una precedente torre di
segnalazione romana, forse un faro, creato a
protezione di un luogo strategicamente importante,
a difesa della marina di Massaciuccoli.
 

 

Itinerario 6


Sentiero della Pieve


La strada che da Massarosa conduce a Pieve a Elici
sale in ampi tornanti attraverso oliveti centenari.
Quasi all’improvviso, sulla sommità livellata di uno
sprone degradante verso il mare, appare la chiesa
romanica di Pieve a Elici adagiata in un grande prato.
Da questo luogo incantato parte il nostro itinerario
che conduce, attraverso i borghi di Luciano, Spezi e
Coli, a Piano del Quercione. Secondo le teorie più
accreditate, la Pieve a Elici deve il suo nome a un
bosco di lecci (in latino ilex) situato nei dintorni,
oppure alla voce romanza illice. Il primo documento
che parla della chiesa preromanica è datato anno
862. Originariamente dedicata a Sant’ Ambrogio,
vescovo di Milano, venne ampliata ed assorbita nel
XI sec. dalla chiesa romanica a tre navate che fu
intitolata a San Pantaleone. Nel corso dei secoli subì
molti interventi di modifica che ne alterarono il
primitivo assetto romanico, fino ai restauri terminati
nel 1962 che riportarono l'edificio al suo carattere
originario. L’interno della chiesa custodisce, tra
pregevoli affreschi del ‘200 e ‘300, una splendida
Crocifissione attribuita a Guido Reni, un maestoso
polittico marmoreo datato 1470 opera probabilmente
del Riccomanni, nonché un fonte battesimale di fattura
civitalesca. Partendo dalla Pieve seguiamo la Via di
Spezi, una piccola strada stretta che sale nel verde
mutevole dei lecci, dei millenari olivi e delle vigne.
Svoltiamo a destra verso Luciano, un piccolo borgo
dove il tempo sembra essersi fermato. Le ville signorili
o le semplici abitazioni sono immerse in una tavolozza
floreale coloratissima. Rientrando sulla stradina,
lungo la quale si possono ammirare alcuni antichi
frantoi, innumerevoli marginette e vecchie case
coloniche padronali ristrutturate in stile settecentesco,
raggiungiamo Spezi e poi Coli, tipiche frazioni che
raccontano la vita del tempo che fu. Passato il borgo
di Coli, continuando il percorso in ripida discesa,
incontriamo una fontana per rinfrescarci e
proseguiamo fino a raggiungere Piano del Quercione.
 

 

 

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